Complici due giornate di settembre davvero spettacolari, i panorami che si sono presentati ai 13 ciclo viaggiatori (di cui tre minicicloturisti) di “Giusto un Giretto” sono stati intensamente vissuti dalla sella della bicicletta, quel mezzo di trasporto lento e sostenibile che permette di conoscere parti del territorio ai più sconosciute e di viverlo con tutto il corpo. Un week-end alla scoperta dell'economia solidale – e delle realtà segnalate sulla Guida Fa' la cosa Giusta- percorrendo ciclabili e strade secondarie del Trentino per sperimentare i percorsi cicloturistici del progetto 2 ruote arcobaleno. L’occasione di questo giro è stata data anche dalla presentazione al forum su Turismo e Bicicletta di Arco, della guida “Trentino in bicicletta” che i volontari di “Trentino arcobaleno” hanno steso dopo due anni di accurato lavoro.
“Giusti un giro” edizione ridotta 2008 è partito sabato 27 settembre, alle 8.30 di una fredda mattina precocemente autunnale. La composizione del gruppo, con alcuni ciclisti esperti e ben allenati, una un po’ fuori forma e una famigliola con bambini al seguito, è da subito occasione per sperimentare le possibilità dell'intermodalità: il gruppo dei “duri e puri” partirà deciso per superare i 350 m di dislivello da Trento a Sardagna pedalando, una ciclista sceglierà di approfittare della funivia e la famiglia raggiungerà il gruppo a Vezzano caricando le biciclette sul pullman di linea.
Gran parte del gruppo si ritrova quindi a Sardagna da dove continua a salire per un paio di km, fino ad imboccare la strada del Camponzin che porta fin sopra Sopramonte. Da qui, opportunamente bardati per difendersi da un aria che dopo la sudata della salita sembra ancora più pungente, scende involata fino a Cadine e Terlago dove un altro partecipante si aggrega.
Si riparte verso Lon di Vezzano per visitare l’azienda agricola biologica di “Giustino il contadino” . La ricerca dell’azienda costringe ad un saliscendi fuori programma, su un semisterrato breve ma dalla pendenza davvero paurosa, seguita da un altrettanto ripida salita. La visita all’azienda e la cortesia di Adem, da quasi vent’anni operaio presso l’azienda agricola di Giustino Margoni (a quell’ora di sabato impegnato al mercato ) ripaga della fatica. Ci troviamo nel cuore dell’azienda, dove si trovano le serre, i magazzini e la piccola cantina dove Giustino produce il vino dalle proprie uve biologiche. Adem ci indica l’estensione dell’azienda, dove le vigne si confondono con l’ambiente naturale, ci fa visitare le serre dove godiamo dell’intenso profumo di basilico. La caratteristica dell’azienda agricola biologica di Giustino è la varietà dei prodotti, tutta la frutta e verdura che la il nostro clima e la stagione consente.
Dopo la visita scendiamo a Vezzano, giusto in tempo per accogliere i nostri amici giunti in corriera.
Quindi tutti in riva al lago di S.Massenza per consumare il pranzo finalmente riscaldati da un sole che inizia a vincere l’aria fredda della giornata.
A S.Massenza per il dopopranzo è prevista la visita all'azienda agricola di Francesco Poli che dal 1998 ha scelto di coltivare il suo vitigno con metodo biologico e che della sua scelta sembra soddisfatto, pur nelle difficoltà dell'annata particolarmente sfortunata. Indicando i suoi 3 ettari di campagna collocata in vista lago e circondata dal bosco, si lascia andare a raccontare delle caratteristiche dei diversi vini prodotti mostra la cantina e offre un assaggio di grappa. L'occasione è buona per acquistare due bottiglie di rosso per la cena.
Il gruppo prosegue quindi verso Arco, costeggiando il lago di Toblino, quello di Cavedine e la suggestiva zona delle “Marocche”. Ad Arco, appuntamento al casinò per la”Fiera del viaggio in bicicletta” dove Dario Pedrotti presenta le finalità e le caratteristiche dell'atlante cicloturistico fresco di stampa “Trentino in bicicletta”.
Il gruppo si ritira quindi per la cena (a base del cous cous equo e solidale di Mandacarù preparato dalla cooperativa sociale Samuele) e il riposo presso il monastero dei Servi e delle Serve di Maria.
Davvero non c’è luogo migliore per godere di silenzio e riposo dopo la fatica della giornata.
I monaci e le monache praticano una clausura aperta e da molti anni ormai una parte del monastero è riservata all’accoglienza degli ospiti, persone credenti e non che desiderano un luogo silenzioso per meditare o semplicemente riposare. L’indomani dopo le lodi e la colazione equa e solidale, e mentre i bambini giocano con Zefiro, il cane del monastero, si svolge un intenso momento di confronto con due delle monache. Il tema è la situazione attuale, come la vediamo, quali segni di speranza si intravedono sul fronte della giustizia, della sostenibilità, della democrazia. “Da qui dentro cerchiamo di dare un senso a ciò che accade nel mondo, anche il male. Voi però, che vivete più dentro il mondo, aiutateci ad interpretarlo, a costruire la speranza e sappiate che se avete bisogno di momenti di ristoro, qui potete trovarli”, suor Lucia accompagna così la partenza.
La ripresa della ciclabile verso Torbole avviene in compagnia dei maratoneti della Garda Marathon. E alla foce del Sarca incontriamo altri 2 partecipanti, mentre un altro se ne invola, scegliendo il ritorno per il Monte Velo. Il gruppo si avvia ad affrontare quindi la salita verso passo S. Giovanni e lungo la ciclabile per Mori raggiungere infine il ritrovo di “Naturalmente Bio”, in località Navicello alle porte di Rovereto. La numerosa presenza soprattutto di famiglie con bambini è una piacevole sorpresa, e la bella giornata rende questo primo appuntamento del biologico a Rovereto una piacevole e riuscita festa.
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