Come è andata nel 2016

I numeri spesso non dicono tutto, ma a volte dicono molto. Quelli che più ci sembrano dire qualcosa sulla XII edizione di “Fa’ la Cosa Giusta! Trento” sono due: 9,15 e 11.048.

9,15 è il voto medio, spaventosamente alto, che ha ricevuto, da parte degli espositori che hanno compilato il modulo di valutazione, l’organizzazione della fiera: il più alto mai registrato. La cosa inorgoglisce non poco i quattro pazzi di Trentino Arcobaleno che hanno iniziato 12 anni fa come dilettanti assoluti, e che possono dire, oggi, che se non hanno raggiunto la perfezione, poco ci manca. E comunque va già molto bene così.

11.048 è invece il numero totale dei visitatori di quest’anno. Un ottimo numero, ma inferiore di quasi 2.000 unità a quello dell’anno scorso. Poco felice la scelta del fine settimana con il ponte? Troppo bello il tempo di quei giorni per andare a chiudersi in una fiera? Oppure è la manifestazione ad essere diventata meno interessante per quelli che erano stati fino a ieri i più affezionati visitatori, e a non essere ancora riuscita a trovarne di nuovi?

Diffimg_0487icile dirlo, di certo quelli che sono venuti hanno dimostrato di averla apprezzata molto e fra gli espositori, accanto a chi ha lamentato un calo delle vendite dovuto al calo di visitatori, c’è stato anche chi non ha neanche notato che i visitatori erano meno, perché le sue vendite rispetto all’anno scorso sono addirittura aumentate. In ogni caso, moduli di valutazione alla mano, fra le fiere di questo tipo, questa rimane, a detta di moltissimi espositori, la migliore d’Italia. E scusate se è poco.

Il tema di fondo di questa edizione è stato il prezzo, come strumento di comunicazione di un’altra economia. Un prezzo popolare, un prezzo trasparente, un prezzo equo? Tutte queste cose messe insieme: un “prezzo solidale”. Dove “solidale” significa “essere in solido”, costruire relazioni significative che puntanimg_0322o sulla cooperazione e non sulla competizione. Un prezzo che tenga conto dei bisogni di tutti coloro che partecipano allo scambio, dai produttori ai soggetti intermedi (trasportatori, commercianti) il cui lavoro deve essere retribuito in maniera dignitosa; dai consumatori, che usufruiscono del bene, all’ambiente, che fornisce le materie prime e smaltisce i rifiuti della filiera. Un prezzo, infine, che metta a disposizione della comunità un sovrappiù per le situazione di emergenza, o per progetti che migliorano la qualità delle vita.

Utopia? No. Alcuni degli espositori della Fiera hanno raccontato, durante la tradizionale serata a loro dedicata, che queste cose accadono già. Accade a Nardò, dove il fondo di solidarietà prodotto con la passata di pomodoro, che retribuisce dignitosamente tutti i lavoratori della filiera, è riuscito a sostenere la famiglia di quel lavoratore che sui campi di pomodoro dello sfruttamento ha trovato la morte. Accade nella filiera del commercio equo e solidale, dove i produttori che hanno ricevuto per anni il prezzo giusto, decidono che il sovrappiù andrà alle famiglie di consumatori che non possono mettersi il caffè di qualità, sotto forma di sconto. Accade in un Gruppo di Acquisto Solidale, che decide di pagare l’ordine di prodotto intero al produttore, nonostante il raccolto sia andato male e arrivi loro il 20% in meno del prodotto. 

schermata-2016-11-30-a-16-58-09Esempi che farebbero rabbrividire gli economisti neoclassici che nella razionalità calcolatrice che massimizza il proprio interesse vedono l’unica forza che guida il mercato in modo efficiente. Esempi che indicano davvero un rovesciamento del modello economico verso un’altra economia. Al cui centro non c’è il mercato, non c’è l’interesse del singolo attore (sia esso produttore o consumatore) e in cui non è la competizione il motore dell’efficienza, ma dove al contrario, l’obiettivo da raggiungere è il “buon vivere” di tutti, ambiente compreso.

E’ un modello che si fonda sulla relazione di conoscenza, scambio, fiducia tra tutti gli attori coinvolti. E’ quello che la Fiera, in piccolo, permette. 

img_0542L’edizione 2016 si è aperta dall’insegna di una domanda: sarà l’ultima? Da più parti sono giunte rassicurazioni sul fatto che non lo sarà: certo che a fine novembre non ci sia ancora una risposta sul “dove”, non lascia molto tranquilli i quattro pazzi di Trentino Arcobaleno.

All’anno prossimo, speriamo… (e nell’attesa potete “consolarvi” con la nostra Pagina Facebook, dove cercheremo di non farvi sentire troppo la nostra mancanza).

Lo Staff di Fa’ la Cosa Giusta! Trento